DIRITTO PENALE COMMERCIALE: LE VALUTAZIONI NEL REATO DI FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI.

La Corte di Cassazione torna nuovamente ad esprimersi sullo spinoso e tuttora irrisolto problema della rilevanza penale delle valutazioni nel reato di false comunicazioni sociali, così come riformato dalla legge 69/2015 che ha modificato la fattispecie prevista dall’art. 2621 c.c. ed ha espunto l’inciso “ancorché oggetto di valutazioni”. Con la sentenza n. 6916 del 22 febbraio 2016 la Sezione V della S.C. sottolinea, in aderenza alla pronuncia n. 33774/2015 (c.d. sentenza Crespi), l’esclusione degli elementi discrezionali dall’ambito del penalmente rilevante stante la soppressione, dalla disposizione in questione, dell’inciso che ad essi si riferiva. La questione non può tuttavia dirsi dipanata in quanto detto orientamento risulta essere in aperta contraddizione con quanto espresso il 15 ottobre 2015 dall’Ufficio del Massimario e del Ruolo – servizio penale – e con quanto la stessa Sezione V aveva pronunciato poche settimana prima con la sentenza 890/2016.